FRECCIA-ADESIVA

Il percorso della Via,

166 km nel cuore della Sicilia!

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Il percorso della Via dei Frati attraversa zone abitate e selvagge zone di montagna e di aperta campagna.

Per tratti è difficile incontrare persone specialmente nelle ore più calde. La vita brulica nei paesi dove l’accoglienza è aperta, schietta e generosa.

I tratti di Montagna possono risultare impegnativi per chi non è allenato: occorre camminare con cautela e pazienza! La fretta di arrivare spesso è cattiva compagna. E’ bene alzarsi presto e percorrere con il proprio passo le tappe proposte, godendosi il paesaggio e i luoghi attraversati.

Prima Tappa : Caltanissetta – Marianopoli

I tappa

Distanza : 24,340 km      Guadagno in elevazione : 792 m.    Perdita in elevazione : -686 m.

Tappa facile, in buona parte su asfalto  con strappo finale verso la zona di Valle Oscura alle spalle di Marianopoli.

Il Cammino  inizia all’imbocco della Via Pietro Leone a Caltanissetta. Si attraversa il territorio agricolo della Valle del Salito, percorrendo la provinciale , fino all’imbocco della galleria ferroviaria. Qui   inizia la salita su sterrata verso la Masseria Mimiani, che si raggiunge dopo aver attraversato un uliveto con alberi imponenti secolari.

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2 tappa: Marianopoli – Resuttano

II tappa

Distanza : 23,620 km      Guadagno in elevazione : 637 m.    Perdita in elevazione : -735 m.

Tappa facile, in buona parte su asfalto. Il paesaggio diventa più collinare e accanto ai campi aperti si incontrano maggiormente alberi da frutti, vigneti e uliveti. Il santuario di Belici è meta di pellegrinaggio da parte di fedeli della provincia di Caltanissetta e dell’area Madonita, dalla primavera all’autunno ed in particolare il 3 Maggio, giorno della festa del “Signuri di Bilici”. Suggestivo il passaggio nelle campagne puntellate dai borgo di Vicaretto e dal Feudo Tudia.

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  1. Marianopoli – Castel Belici – Resuttano (23, 500 km): il paesaggio diventa più collinare e accanto ai campi aperti si incontrano maggiormente alberi da frutti, vigneti e uliveti. Il santuario di Belici è meta di pellegrinaggio da parte di fedeli della provincia di Caltanissetta e dell’area Madonita, dalla primavera all’autunno ed in particolare il 3 Maggio, giorno della festa del “Signuri di Bilici”.   Prevalenza asfalto.

3 Tappa: Resuttano – Blufi – Castellana -Polizzi Generosa

III tappa

 

Distanza : 24  km      Guadagno in elevazione : 907 m.    Perdita in elevazione : -610 m.

Tappa Facile in prevalenza su sentieri di campagna e brevi inserti di asfalto. Dopo aver attraversato il fiume Imera all’altezza del Castello di Resuttano,  ci si dirige verso  Blufi e in seguito attraversando il ponte in cemento  verso Castellana Sicula , costeggiando il parco delle Madonie.   Si incontra il primo Santuario mariano della Via, quello della Madonna dell’Olio di Blufi, caratterizzato dalla fonte dell’Olio, ritenuto taumaturgico per secoli, ed il piccolo santuario della Madonna della Catena a Castellana Sicula.

Scarica e Stampa la mappa della Tappa n. III

dopo l’abitato di Blufi è possibile svoltare a destra e seguendo un deciso pendìo raggiungere un ponte in pietra di età medioevale chiamato “Ponte Romano” sotto cui scorre il fiume Imera. Risalendo si raggiunge Castellana attraverso la sua frazione Calcarelli e da lì si prosegue verso Polizzi. (25 km)

4 Tappa : Polizzi Generosa – Madonna dell’Alto – Petralia Sottana

IV tappa

Distanza : 18,200 km   Guadagno in elevazione : 1245 m.    Perdita in elevazione : -1154 m.

Tappa difficile: salita e discesa dal Monte Alto. Sentiero agevole in salita, tratti di pietraia in discesa, lungo la Via dei Pellegrini, Sentiero Italia,  verso Petralia Sottana. La tappa prevede un  guadagno e una perdita di quota di 1000 metri. La Madonna dell’Alto è il Santuario Mariano più in alto d’Italia ed è meta di pellegrinaggio in particolare nella prima metà di Agosto, fino al 15 del mese, giorno della Festa della Madonna.

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tappa montana impegnativa con guadagno e perdita di quota di 1000 metri. La Madonna dell’Alto è il Santuario Mariano più in alto d’Italia ed è meta di pellegrinaggio in particolare nella prima metà di Agosto, fino al 15 del mese, giorno della Festa della Madonna. Sterrata e sentiero di montagna con tratti di pietraia.

Variante Invernale 4 Tappa : Polizzi Generosa – Petralia Sottana

Distanza : 12,200 km   Guadagno in elevazione : 548 m.    Perdita in elevazione : -467 m.

IV tappa invernale

Tappa da percorrere nel periodo invernale, in caso di nebbia o neve in quota.

 

5 Tappa : Petralia Sottana – Petralia Soprana – Gangi

V tappa

Distanza : 13,740 km      Guadagno in elevazione : 469 m.    Perdita in elevazione : -691m.

Tappa più corta rispetto alle precedenti.  Si attraversano i luoghi dei due frati scultori petralesi, Umile e Innocenzo, con tracce mirabili nelle chiese dei due borghi. Suggestiva la discesa verso la contrada Salinella, dove opera la miniera di Sale dell’Italkali, luogo che parla di fatica umana nelle viscere della terra. Il percorso da lì è tutto in salita fino a giungere alla visione di Gangi distesa sulla sua collina e del Santuario dello Spirito Santo. Il Santuario attira pellegrini dai paesi vicini il lunedì dopo Pentecoste, quando si festeggia lo Spirito Santo con una processione suggestiva con circa 40 statue di Santi. Breve tratto di asfalto, strada lastricata con pietra, sentiero di campagna.

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6 Tappa : Gangi – Geraci Siculo

VI tappa

Distanza : 13,7  km      Guadagno in elevazione : 713 m.    Perdita in elevazione : -407 m.

Tappa media : sostenuta nella prima metà più  impegnativa nel secondo. Presenza di recinzioni per animali da attraversare avendo cura di richiuderli al passaggio. Una prima parte su asfalto, la seconda parte quasi tutto su sentiero. Si svalica una piccola serra e si riscende nel vallone dietro l’abitato di Geraci, dove un inatteso ponte in pietra ci permette il passaggio. Sentiero asfaltato, sterrata.

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7 Tappa : Geraci Siculo – Castelbuono

VII tappa

Distanza : 21,600 km      Guadagno in elevazione : 604 m.   Perdita in elevazione : -1274 m.

Tappa difficile. Attraversamento pascoli montani sbarrati da reticolari da risistemare al passaggio . Decisa perdita di quota. Tratto immerso nel parco delle Madonie, sentieri che non sono sempre ben marcati , e battuti da animali, per cui è facile perdere la direzione se non si è esperti. Alcuni attraversamenti di steccati di pastori da cui comunque si passa agevolmente. Suggestivi i passaggi dalla Chiesetta di San Cosimano e dal Cozzo Scaletta di Alfano. Sentieri, a volte non ben marcati e asfalto nell’ultimo tratto.

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8 Tappa : Castelbuono – Isnello – Gibilmanna

VIII tappa

Distanza : 17 km      Guadagno in elevazione : 968 m.    Perdita in elevazione : -564 m.

Tappa media. Si percorre la provinciale con possibilità di tagliare i tornanti su piccoli sentieri. Il  tratto da Isnello a Gibilmanna invece è prevalente sentiero. Alle porte di isnello è doverosa una breve sosta  all’Osservatorio di Gal Hassin. Dopo Isnello ci si dirige verso la zona  detta “Gorgo” per le numerose fonti d’acqua. Arrivo a Pian delle Fate dopo aver incrociato il sentiero che proviene da Castelbuono. Gibilmanna è da sempre luogo di pellegrinaggio. Avvicinandosi alla prima domenica di Settembre, Festa della Madonna, centinaia di pellegrini si ritrovano ai piedi della splendida macchina marmorea della Vergine. Sede di un attivo convento francescano è possibile soggiornarvi per la notte. Sentiero segnato in maniera discontinua da segnaletica CAI.

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tappa su asfalto nella prima parte da Castelbuono fino all’Osservatorio di Gal Hassin. E’ possibile evitare i tornanti in parecchi punti. Dopo Isnello passaggio dalla zona detta “Gorgo” per le numerose fonti d’acqua. Arrivo a Pian delle Fate dopo aver incrociato il sentiero che proviene da Castelbuono. Gibilmanna è da sempre luogo di pellegrinaggio. Avvicinandosi alla prima domenica di Settembre, Festa della Madonna, centinaia di pellegrini si ritrovano ai piedi della splendida macchina marmorea della Vergine. Sede di un attivo convento francescano è possibile soggiornarvi per la notte. Sentiero segnato in maniera discontinua da segnaletica CAI. Variante tappa 8: tappa difficile ma suggestiva nelle vedute dal Monte Grotta Alta e nella discesa verso Gibilmanna in cui si vede la costa settentrionale dell’Isola e il mare. Si guadagnano e si perdono 1000 metri nella tratta. (22 km)

8b: Variante Monte Grotta Grande

VIII tappa Variante Grotta Grande

Distanza : 22  km      Guadagno in elevazione : 1320 m.    Perdita in elevazione : -916 m.

Variante della tappa per escursionisti: attraversato l’abitato di Isnello si va in direzione Ovest, si attraversa il letto del torrente nella stagione estiva, mentre in quella invernale  conviene allungarsi di qualche metro e prendere l’imbocco dalla Provinciale per il Monte Grotta Alta. La tappa è difficile ma suggestiva nelle vedute dal Monte Grotta Alta e nella discesa verso Gibilmanna in cui si vede la costa settentrionale dell’Isola e il mare. Si guadagnano e si perdono 1000 metri nella tratta.

9 Tappa : Gibilmanna – Cefalù

VIIII tappa

Distanza : 8, 700 km      Guadagno in elevazione : 125 m.    Perdita in elevazione : -892 m.

Tappa facile in discesa verso Cefalù.tratto breve e tutto in discesa, lungo quello che rimane dell’antica trazzera che i pellegrini percorrevano dal mare verso il Santuario posto a 800 metri s.l.m. Il primo tratto si attraversa il sentiero Salvabosco del Geopark delle Madonie, mentre in seguito si alternano tratti di asfalto e tratti si sentieri tra villette adagiate sul monte verso il mare. Raggiungere Cefalù per il Viandante della Via dei Frati è come raggiungere il “Fines Terrae” per il pellegrino che ha raggiunto Santiago, con il valore aggiunto che la meta finale avviene davanti al Cristo Pantocratore del Duomo Normanno, e davanti ad un mare limpido in cui immergere e sciogliere le fatiche del Cammino.

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La Via dei Frati ha creato nel tempo una rete di contatti che ha attivato realtà locali e associazioni sensibili allo sviluppo del territorio e alla riscoperta del territorio, tramite un turismo “lento”ed all’accoglienza dei Viandanti.

Nel 2017 la Via dei Frati è entrata a fra parte della Rete delle Vie Sacre di Sicilia e ha ottenuto il patrocinio da parte di tutti i comuni attraversati dalla Via dei Frati , dal Museo Diocesano di Caltanissetta, dal Gal Madonie, dalla Rete Musei Centro Sicilia.

Un segno per la Via dei Frati

Lasciare segnali nella Via non è cosa semplice. Spesso il tempo, la pioggia e il sole cancella le tracce ed è difficile ritrovarli la volta successiva. L’impegno di “rinfrescare” i segni è mirato ad aiutare il pellegrino a trovare un simbolo riconoscibile e familiare, un silenzioso compagno di viaggio che indica la via giusta da seguire per non perdersi!

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Il Simbolo della Via dei Frati

Il simbolo della Via è un bastone rovesciato che termina in una croce e con una linea a destra a descrivere una F. Il simbolo cristiano, la prima lettera della parola Frati e il bastone, strumento immancabile per il pellegrino, sintetizzano bene lo spirito della Via, ed accompagnano durante il tragitto il viandante. Accanto ad esso la freccia gialla tipica di ogni cammino indica la direzione da intrapendere.

tratto breve e tutto in discesa, lungo quello che rimane dell’antica trazzera che i pellegrini percorrevano dal mare verso il Santuario posto a 800 metri s.l.m. Il primo tratto si attraversa il sentiero Salvabosco del Geopark delle Madonie, mentre in seguito si alternano tratti di asfalto e tratti si sentieri tra villette adagiate sul monte verso il mare. Raggiungere Cefalù per il Viandante della Via dei Frati è come raggiungere il “Fines Terrae” per il pellegrino che ha raggiunto Santiago, con il valore aggiunto che la meta finale avviene davanti al Cristo Pantocratore del Duomo Normanno, e davanti ad un mare limpido in cui immergere e sciogliere le fatiche del Cammino.

La Via dei Frati ha creato nel tempo una rete di contatti che ha attivato realtà locali e associazioni sensibili allo sviluppo del territorio e alla riscoperta del territorio, tramite un turismo “lento”ed all’accoglienza dei Viandanti.

Nel 2017 la Via dei Frati è entrata a fra parte della Rete delle Vie Sacre di Sicilia e ha ottenuto il patrocinio da parte di tutti i comuni attraversati dalla Via dei Frati , dal Museo Diocesano di Caltanissetta, dal Gal Madonie, dalla Rete Musei Centro Sicilia.

Un  segno per la Via dei Frati

Lasciare segnali nella Via non è cosa semplice. Spesso il tempo, la pioggia e il sole cancella le tracce ed è difficile ritrovarli la volta successiva. L’impegno di “rinfrescare” i segni è mirato ad aiutare il pellegrino a trovare un simbolo riconoscibile e familiare, un silenzioso compagno di viaggio che indica la via giusta da seguire per non perdersi!

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Il Simbolo della Via dei Frati

Il simbolo della Via è un bastone rovesciato che termina in una croce e con una linea a destra a descrivere una F. Il simbolo cristiano, la prima lettera della parola Frati e il bastone, strumento immancabile per il pellegrino, sintetizzano bene lo spirito della Via, ed accompagnano durante il tragitto il viandante. Accanto ad esso la freccia gialla tipica di ogni cammino indica la direzione da intrapendere.

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