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Fra Nniria in una foto custodita nel Museo di Gibilmanna

Andrea La Rocca al secolo Epifanio, questo il suo nome, nasceva a Resuttano l’ 8 marzo 1917 da Croce e Giuseppa Candemi.

Rimasto orfano a soli tre mesi, in seguito alla morte del padre in combattimento sul Carso il 19 maggio 1917, lavorò la terra  fino a diciassette anni, aiutando il fratello più grande di nove anni. Era un giovane abbastanza irrequieto per cui quando nel 1934 decise di “farsi monaco” suscitò meraviglia e non poche perplessità tra i familiari e i paesani, ma fu irremovibile e sordo alle lamentele della che rimaneva sola, essendosi nel frattempo sposati sia il fratello sia la sorella.  Ma l’ebbe vinta e per ben 69 anni ha vissuto da frate e fino a tarda età da “monaco di cerca”, laborioso e sempre pronto a dare una mano ai contadini nelle aie ed ai pastori in tempo di tosatura. Insomma , come oggi dicono i giovani, “un grande” di cui andare fieri!  “. (Pino Giuseppe La Rocca, nipote di Frate Andrea)

Andrea prese la vestizione religiosa di frate il 23/01/1938, la professione temporanea il 24/01/1939 mentre la solenne proclamazione a frate Francescano avvenne il 27/01/1942. Frate Andrea fu questuante del convento prima di Randazzo ed in seguito di Gibilmanna, con residenza per  mesi in vari  luoghi tra cui Caltavuturo.

Frate Andrea , Fra Nniria  come conosciuto da tutti, , era un omone, alto, con la barba lunga, conosciuto ed amato a Caltavuturo e nei paesi limitrofi per la sua forte personalità. I ragazzini attratti da questo personaggio, venivano accolti  nella sua casa dove regalava medagline, coroncine da rosario, immagini della Santa Vergine di Gibilmanna, caramelle, ma soprattutto “sarde salate” provenienti da Cefalù!

Frate Andrea, prima con il mulo e subito dopo con la sua fuori-strada, una Jeep tipo militare della Fiat, girava sempre per le campagne di Caltavuturo, nelle masserie per raccogliere la questua che non era ”danaro” ma frumento, uova, qualche gallina, olio e soprattutto alimenti.  Era conosciuto da tutti,  frequentava quando era in paese i bar e i locali pubblici, cosa che a quei tempi era “stranezza” per un uomo di Chiesa. Ancora oggi vive nei cuori della generazione che lo ha conosciuto.

Frate Andrea è rimasto senza dubbio l’ultimo monaco di “cerca”.

 Si spense in odore di santità il 24/04/2003 a Cefalù ove è sepolto nel cimitero dei Frati.

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Salvatore Sciortino, da MadonieLIVE, Venerdì 23 Settembre 2011

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