La storia di San Cataldo risulta relativamente recente: fondato nel 1607 dal principe Nicolò Galletti, ebbe da subito una rapida espansione grazie all’emigrazione di numerose famiglie provenienti dai paesi del nisseno e delle Madonie. Ha un impianto urbanistico che ha subito nei secoli numerosi rimaneggiamenti tanto da risultare oggi una cittadina con poche rilevanze architettoniche storiche. Adagiato su una collina erta, lo skyline della cittadina si caratterizza per le sue torri civiche che, provviste di orologi e campane, scandiscono le ore e le ricorrenze festive del comune nisseno.

A pochi km da San Cataldo si estende il sito archeologico di Vassallaggi, un sito preistorico dell’età del bronzo, sviluppato nel tempo in cinque collinette vicine tra loro e che rappresenta un importante esempio di insediamento greco del centro Sicilia, ellenizzato da coloni greci-rodio-cretesi.

Dal 1905 il sito venne fatto oggetto di campagne di scavi, che hanno prodotto il rinvenimento di considerevoli tracce di presenza umana a partire dall’Età del bronzo fino ai primi secoli della cristianità. Rimangono a testimonianza di un fiorente passato resti di mura, case, tracciati urbani, tombe e luoghi di culto. Numerosi manufatti invenuti  sono oggi esposti in diversi musei della Sicilia.

Il territorio di San Cataldo ricade nel Distretto Turistico delle Miniere  grazie alla vicinanza delle miniere di zolfo e salgemma dell’area di Gabbara, fonte di reddito della zona fino agli ’60 del secolo scorso  e attualmente attrazione turistica e culturale. Come in altri paesi della Sicilia a San Cataldo è molto sentita la Settimana Santa che si caratterizza per la presenza dei “Sampauluna” statue colossali in cartapesta che rappresentano gli Apostoli portati in processione la Domenica di Pasqua nell’incontro con il Cristo Risorto.

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